Società, Tarcento Basket

VINCIT QUI PATITUR

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Foto Menis

E’ la versione latina dalla quale deriva il moderno e volgare “ chi la dura la vince”. Non è una traduzione letterale. Il testo latino tende più a valorizzare la persistenza. Per questo lo abbiamo preferito alla versione italiana moderna che sottolinea più l’insistenza. Non è la stessa cosa Persistenza implica maggiori doti e qualità: sicuramente anche il tener duro, ma soprattutto e inoltre il non arrendersi, ma pure coraggio, intuito, lungimiranza, il sapere inventarsi qualcosa di nuovo, creatività, lampo di genio, magheggio dell’ultimo minuto, saper aspettare ed inseguire il successo finchè lo si è raggiunto ed ottenuto.

Ci pare che ciò rappresenti bene l’andamento degli ultimi incontri di campionato , di tutte le categorie, naturalmente a partire dal superderby della prima squadra con Tricesimo. 

“Ora non è tempo per pensare a ciò che non hai.Pensa a quanto puoi fare con ciò che c’è” ( E. Hemingway ) . Mi viene in mente questa frase tratta da “Il vecchio e il mare” uno dei primi libri letti da bambino, forse perché scritto l’anno prima della mia nascita – nel 1952 –e che gli valse l’anno dopo il Pulitzer e nel ’55 il Nobel per la letteratura. Hemingway mi ha sempre affascinato, per lo stile con il quale scrive: asciutto, secco, penetrante, giornalistico eppure con tono e aulicità da romanzo.

Così la nostra prima squadra , da inizio campionato con una panchina molto corta e che – strada facendo si è ulteriormente accorciata per via delle defezioni – tra loro molto diverse – di Salvetti, Scagnetti, Osuij, e in aggiunta acciaccata da periodici e saltuari infortuni che , di volta in volta , hanno costretto a presenze menomate ed inibite o addirittura solo per onor di firma, domenica scorsa – dopo un avvio di partita tutt’altro che brillante ed un salvifico e chiarificatore time out chiamato da coach Andriola ha saputo mettere in campo tutta la energia, la classe, il talento che possiede e che ha già dimostrato in altre occasioni , prima di ibernarsi,

I risultati si sono visti. Il merito va a tutti, indistintamente, finalmente le cose sono girate come avrebbero sempre dovuto girare, panchina e coach sempre vigili, attenti, registi intelligenti in ogni momento, utilizzando al meglio le nostre capacità e qualche ingenuità o stranezza degli avversari. In campo, il quintetto base e le rotazioni finalmente hanno dimostrato una squadra, senza rivalità, personalismi, prime donne e mezzi uomini.

“L’uomo non è fatto per la sconfitta l’uomo può essere distrutto ma non sconfitto” ( E Hemingway). Attingo sempre al nostro autore dal suo “ Il vecchio ed il mare” mi pare che questa citazione/frase celebre ben rappresenti lo stato d’animo con il quale i nostri ragazzi di prima squadra e delle giovanili sono scesi in campo, hanno giocato e combattuto. Sì anche combattuto: contro la malasorte e i menagrami che li hanno pensati perdenti pure lo scorso week end, un po’ pure contro se stessi perché la voglia di vincere non sempre c’è stata o almeno non sempre si è vista e molto contro gli avversari che hanno vinto , meritatamente , quando sono stati superiori , ma – ahimè – pure le volte in cui non lo sono stati perlomeno non esplicitamente né del tutto. I nostri ragazzi non erano già distrutti, ma hanno percepito che a forza di essere sconfitti tuttavia si stavano pericolosamente avvicinando alla distruzione .

Così, la prima squadra si è aggiudicata il superderby, Under 16 elite ha vinto a Manzano vs centro Sedia Basket, lo stesso ha fatto Under15 elite, salvo poi cedere al molto più forte Fagagna, Under 13 si è confermata in casa facendo tesoro delle positive esperienze messe in granaio da inizio 2017

Vince il collettivo o vincono gli outsider?: intanto per poterlo verificare bisogna possederli gli outsider, che sono tali solo se a decretarlo è – sempre – il campo e non per auto proclamazione o per parere dei supporter, familii o no che siano. Il tema è ricorrente e non nuovo, si pone sempre, soprattutto nelle squadre metticce, quelle nate e formatesi dalla e per la collaborazione tra più società. In questo caso: Tarcento, Tricesimo, Gemona, Tolmezzo, San Daniele. Non riguarda una squadra in particolare ma tutte – sia pure con diversi gradi di tensione e problematicità – le squadre giovanili. Il nodo più acuto ma pure quello finora meglio illustrato ed esposto, affrontato in modo trasparente e chiaro, riguarda Under 16 elite. Le soluzioni sono facili e non, perché toccano in gran parte le nostre competenze e responsabilità , ma pure il profilo, il carattere , l’educazione, la sensibilità dei ragazzi. Il clima sicuramente fa bene alla squadra e concorre al suo successo , ma lo è e lo fa pure la competizione. La giusta, migliore e più efficace chimica tra i due è nostro compito e responsabilità, farla, cercarla , favorirla. Tuttavia questo ragionamento sottende pure due modi di intendere lo sport dilettantistico, la sua pratica e gestione attraverso le A.S.D. Le chiamo e cito qui nella loro espressione giuridica ed organizzativa , perché la questione è tutto tranne che tecnica , quindi non è prerogativa solo dei coachs, direi che è piu societaria, rinvia ai suoi programmi, progetti ed obiettivi. Il tema interroga sulla alternativa tra : ricerca dei talenti , dei campioni, o socialità e gestione del collettivo, benessere del gruppo. Tema lungo e complesso che ci costringe a tornarci su più avanti. ( AT)